Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Di qua e di là tirando un lieve cuore
combattono tra lor l’odio e l’amore.
Potendo ti odierò ma, mio malgrado,
t’amerò perché lì sempre ricado.
Neppur il toro ama aver il giogo,
eppur lo tiene, ch’altro non ha sfogo.
Io fuggo dalla tua dissolutezza
ma mi riporta a te la tua bellezza.
La tua scostumatezza pur aborro
eppur amo il tuo corpo e lo rincorro.
Né allor con te, né senza, viver posso
e il mio voler mi par d’aver rimosso.
TESTO ORIGINALE (Amores III, XIb, 33-40)
Luctantur pectusque leve in contraria tendunt
hac amor hac odium, sed, puto, vincit amor.
Odero, si potero; si non, invitus amabo,
nec iuga taurus amat; quae tamen odit, habet.
Nequitiam fugio — fugientem forma reducit;
aversor morum crimina — corpus amo.
Sic ego nec sine te nec tecum vivere possum,
et videor voti nescius esse mei.
TRADUZIONE (quasi) LETTERALE
“Lottano e tirano il mio debole cuore in opposte direzioni
di qua l'amore di là l'odio, ma, penso, vince l'amore.
Ti odierò se potrò; altrimenti, ti amerò mio malgrado:
neppure il toro ama il giogo, che pur odiandolo mantiene.
Fuggo dalla nequizia, ma la bellezza mi riporta indietro;
detesto il tuo malcostume, ma amo il tuo corpo.
Così né con te né senza te posso vivere,
e mi sembra di non sapere ciò che voglio.
(Sisifo Gioioso, 17.02.2026)